8 Dicembre 2008 - 13:49L’inversione termica

Spesso nella stagione invernale (ma non solo), assistiamo alla formazione nei bassi strati di banchi di nebbia persistenti o al curioso fenomeno del fumo orizzontale; ebbene queste manifestazioni, molto spesso sono indice della presenza di un’inversione termica.

In pratica, sappiamo che la temperatura dell’aria normalmente decresce con l’aumentare della quota ma, in certe situazioni avviene il contrario. Perchè?

Nelle notti limpide la terra cede per irraggiamento il calore accumulato durante il giorno, questo fa sì che, gli strati più prossimi al terreno subiscano un raffreddamento più consistente rispetto agli strati via via superiori; questa situazione determina quindi, temperature inferiori al suolo che vanno aumentando con la quota; sino ad una certa altezza (limite dell’inversione termica).

Facciamo un esempio: se prendiamo la classica casetta con il comignolo che fuma, assisteremo al disporsi in maniera orizzontale del fumo, proprio perchè quest’ultimo nella sua ascesa troverà aria più mite che ne impedirà la sua naturale salita per convenzione.

Una estesa brinata nei campi è molto spesso la spia di un’inversione termica in atto, la quale cessa di norma con il riscaldamento diurno del suolo.

In taluni casi però, specie in pianura padana, quando siamo in presenza di una fitta nebbia ed in condizioni di cielo coperto o velato, l’inversione può perdurare per l’intera giornata.

Per concludere, l’inversione termica impedisce il normale rimescolamento dell’aria nei vari strati ed è insieme all’alta pressione (di cui è figlia) corresponsabile di quelle giornate in cui lo smog raggiunge livelli di concentrazione intollerabile.

Maurizio

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