8 Febbraio 2009 - 14:08Le nuove frontiere del meteo: lo stratwarming

Anche la meteorologia come le altre scienze non può stare ferma, di conseguenza la ricerca deve giocoforza progredire, non solo perfezionando i metodi di previsione già conosciuti o migliorando gli strumenti di osservazione in suo possesso, ma in certi casi spingendosi con gli studi anche al di fuori della nostra troposfera: è il caso dello stratwarming.

Lo stratwarming come anche il suo nome lascia intendere è un repentino ed improvviso riscaldamento degli strati medio-alti della stratosfera. Il perchè ciò avviene non è ancora del tutto chiaro, ma sembra ormai assodata la sua influenza sul clima soprattutto su quello invernale.

Entrando un pò di più nel dettaglio, diremo che a livello polare il consueto vortice perenne che generalmente domina pressochè incontrastato alle alte latitudini e che è uno dei motori (assieme agli anticicloni delle azzorre ed a quello siberiano) dell’inverno boreale, viene letteralmente frantumato dalla presenza dello stratwarming.

Questo riscaldamento che è nell’ordine di decine di gradi, si propaga dall’alto verso il basso ed imprime all’aria un avvitamento (come nelle zone di alta pressione) in senso orario, sino a raggiungere la nostra troposfera, contrastando la naturale circolazione depressionaria antioraria del vortice polare.

Quest’ultimo viene quindi spodestato da una zona di alta pressione, spesso si spacca letteralmente in due vortici distinti ed autonomi i quali, a seconda della posizione che andranno ad occupare, interesseranno con le irruzioni fredde conseguenti, vaste zone dell’emisfero boreale. Un esempio lampante è stato quello del Dicembre del 1984 cui seguì un gennaio freddissimo con nevicate abbondanti su tutta l’Europa. Analoghe situazioni si ebbero anche nel 1929 e nel 1963.

Quest’anno si attendeva una ripercussione sul clima di Gennaio vista e considerata l’enorme intensità dello stratwarming osservato in Dicembre ma, occorre dire che questo stravolgimento a tutt’oggi non è stato ancora osservato. E la ricerca continua…

Maurizio

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